Fujifilm FinePix Real 3D W1



Successo "pionieristico" o flop annunciato?



Dopo il cinema, che di recente ha fatto tornare in voga gli occhialini rossi e blu anni '70, ora anche il mondo della fotografia sembrerebbe voler abbracciare la terza dimensione, prima fra tutti è Fujifilm con il recente rilascio della sua fotocamera FinePix W1: un corpo macchina dotato di due obbiettivi ed altrettanti sensori da 10Mp in grado di scattare simultaneamente due foto da due angolazioni differenti per poi riprodurre l'immagine in "vero" 3D sul display della fotocamera, fruibile SENZA l'ausilio dei ben noti occhialini direttamente sul display disponibile sul dorso della fotocamera oppure sulla cornice digitale 3D da 8" appositamente realizzata e disponibile in bundle con la macchina, che risponde al nome di FinePix Real 3D V1. Ma i progettisti Fuji si sono spinti oltre: i due occhi della fotocamera possono anche lavorare in maniera indipendente dando spazio così alla creatività del fotografo, consentendo ad esempio di scattare la medesima immagine con differenti lunghezze focali (la fotocamera è dotata di zoom ottico 3x) oppure con diverse aperture di diaframma, o ancora con differenti impostazioni colore.

Ma da che mondo e mondo il piacere più grande di ogni fotografo è vedere stampato su carta il proprio lavoro e toccarlo con mano ma tranquilli: Fujifilm ha pensato anche a questo aspetto, dando il via ad un servizio di stampa appositamente studiato su carte lenticolari che, unitamente ad un processo di stampa a layer, è in grado di far fruire della tridimensionalità anche attraverso le stampe cartacee.


La domanda che sorge spontanea è se FujiFilm verrà ricordata come pioniere del 3d nella fotografia o come autore di un grosso flop commerciale, perchè si sa: il mondo dei fotografi è piuttosto conservatore, c'è chi ancora arriccia il naso di fronte a quello che la "camera oscura" Photoshop può fare rispetto a quanto si poteva fare un tempo con il solo utilizzo di ingranditori, acidi e mascherature; ma non solo: il sito web Akihabaranews (da cui sono tratte le immagini dei test qui sotto), uno dei maggiori Blog di fotografia del Sol Levante, che testa davvero tantissimi dispositivi fotografici, la definisce come la peggior fotocamera mai messa sul mercato, con immagini scure molto poco definite ed assolutamente granulose, oltre che un menu di navigazione interno definito vecchio di 10 anni: non intuitivo e macchinoso. Oltre a ciò la stereoscopia si ha solamente sul dispaly della fotocamera e sulla cornice, il formato .MPO non sarebbe infatti ancora supportato dai normali PC ed il risultato dell' obbligatoria conversione JPG sarebbe alquanto deludentebasti guardare questi esempi:

  
ed ancora: il mirino ottico produrrebbe generosi mal di testa a causa delle immagini rosso/blu prodotte

E il prezzo? questo gioiellino dovrebbe aggirarsi intorno agli 899,00 € che, come detto, comprenderebbero oltre alla fotocamera, anche la cornice digitale 3D già menzionata.
Unico aspetto da sfatare, nonostante l'indubbia audacia della casa Giapponese, è che non sono stati affatto i primi a pensarci: gli studi sulla stereoscopia sono antichissimi e il primo modello di fotocamera "moderna" si ha già nel 1834 grazie all'ingenio di Sir Charles Wheatstone.




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